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Il comune di La Cassa appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Zona umida di La Cassa

Nome Descrizione
Indirizzo Regione Pralungo
Le zone umide sono ambienti che hanno una estrema importanza sul territorio per diversi motivi:

- idrogeologico, per l'attenuazione dei fenomeni di piena: lungo i corsi d'acqua, ad esempio, determinano un "effetto spugna" assorbendo l'acqua durante le piene, rallentando ildeflusso, restituendola poi al fiume nei periodi di magra

- chimico-fisico, in qualità di trappola per nutrienti e sostanze inquinanti; la ricca e diversificata vegetazione delle zone umide conferisce a questi ambienti la capacità di assimilare nutrienti e la possibilità di creare condizioni favorevoli per la decomposizione microbica della sostanza organica. Sono dei depuratori naturali.

- biologico, tutte le zone umide rappresentano, a livello mondiale, una delle tipologie di habitat più importanti per la conservazione della biodeiversità. Tra gli uccelli minacciati di estinzione molte specie dipendono dalle zone umide, che rappresentano il terzo gruppo di ambienti per specie minacciate (dopo foreste e savane)

- produttivo. Le zone umide sono gli ambienti più produttivi per quantità di biomassa e sono estremamente importanti per la riproduzione dell'ittiofauna.

- fruitivo / educativo. Le zone umide, in Italia, costituiscono luoghi elettivi per l'osservazione dell'avifauna, ittiofauna, e numerose specie animali e vegetali e sono visitate da migliaia di persone l'anno.

L'acqua è l'elemento fondamentale e unificatore di tutta la zona. Le diverse modalità con cui l'acqua interagisce con l'ambiente fisico consente la presenza di tre zone distinte.

La prima l'alveo del Ceronda, fisicamente delimitato da due argini e da uno sbarramento che a valle blocca il corso dell'acqua e consente il convogliamento della stessa nel canale irriguo di Druento. Il Ceronda, in questo tratto è un tipico torrente di pianura, con fondo in ghiaia e ciottoli, con un regime idrico stagionale, legato alle pioggie che lo rendono a volte tumultuoso (primavera e autunno), a volte quasi secco (estate e inverno).

La seconda è un laghetto collocato in sponda orografica sinistra del Ceronda, a questo collegato trami te un piccolo canale: con una forte presenza di specie igrofile e con alcuni esemplari ancora piccoli di quercus robur.

Diffusa è la Robinia (robinia pseudoacacia) a volte invadente, generalmente di piccole dimensioni. La vegetazione palustre vera e propria, diffusa un poco ovunque, rappresentata in massima parte dalle tife (Typha latifolia) e dalle ninfee (Ninfea alba) che in taluni tratti, specie dove l'acqua è poco profonda, formano dense colonie, mentre meno comune è la cannuccia di palude (Phragmites australis), presenti anche la mestolaccia (Alisma sp.), i carici(Carex riparia e Carex elata), il giunco fiorito (Botumus umbeilatus). Tra le idrofile non radicate al fondo si segnala la lenticchia d'acqua (Lemna sp. e Spirodela sp.) e l'erba pesce (Salvinia natas), specie non molto diffuse ma rintracciabili naturalmente anche nel corso d'acqua immissario. Il terreno umido ha inoltre favorito, nello spazio abbandonato dall'uso agricolo, l'insediamento di alcuni esemplari di equisetum sp., unito a numerose Juncaceae e Cyperaceae. La presenza di vegetazione dei generi Ranunculus, Cardamine o Nasturtium è legata al costante inondamento.

La terza è una palude a menadri localizzata subito a monte dell'ingresso del Canale di Druento, in sponda orografica destra del Ceronda. La copertura arborea di quest'area è costituita da un piccolo ontaneto. Gli ontani (Alnus glutinosa) sono governati a ceduo e sono mediamente invecchiati. Nell'intorno è presente la copertura forestale tipica della zona in modeste dimensioni ma di pregevole composizione; spiccano alcune farnie, non di grosse dimensioni, frassini, ciliegi selvatici, oltre che diverse specie di salici. Nel piano dominato sono presenti alcuni arbusti tipici dei boschi di pianura quali la Rosa canina, il sambuco (Sambucus Nigra), il prugnolo (Prunus spinosa), il biancospino (Crathaegus monogyna).

Allegati